Come aumentare la memoria virtuale senza rallentare il PC

26 giugno 2026

Ottimizzazione prestazioni PC con Dell SupportAssist. Seleziona "Boost performance" per aumentare memoria virtuale e fluidità.

Indice

Quando un PC rallenta appena si aprono molte schede, un programma pesante o una macchina virtuale, spesso la RAM è il primo sospettato. Aumentare la memoria virtuale può evitare blocchi e messaggi di memoria insufficiente, ma non trasforma il disco in RAM: il risultato dipende dal sistema operativo, dal tipo di unità e dal carico di lavoro.

La configurazione giusta dipende da RAM, disco e utilizzo

  • La memoria virtuale usa il disco quando la RAM disponibile non basta.
  • Su Windows si interviene sul file di paging dalle impostazioni avanzate delle prestazioni.
  • Su Linux la gestione passa da swapfile o partizione swap.
  • Un SSD rende lo scambio meno lento, ma non sostituisce un upgrade della RAM.
  • Con 8 GB di RAM può avere senso aumentare lo spazio di paging; con 16 o 32 GB conviene prima analizzare il carico reale.

Che cosa cambia davvero aumentando la memoria virtuale

La memoria virtuale è lo spazio che il sistema operativo riserva sul disco per gestire pagine di memoria meno attive. Windows usa il file pagefile.sys, mentre Linux utilizza normalmente una swap, sotto forma di partizione o file. Quando la RAM si avvicina al limite, il sistema sposta temporaneamente alcuni dati sul disco per liberare memoria fisica.

Questo meccanismo aumenta la capacità disponibile, non la velocità. Anche un SSD NVMe è molto più lento della RAM, quindi un computer che usa continuamente il paging può rimanere reattivo solo in parte. Microsoft descrive infatti il file di paging come uno spazio utile a sostenere le richieste di memoria, non come un vero ampliamento della memoria fisica. Microsoft Learn spiega il rapporto tra RAM, memoria virtuale e file di paging.

Il sintomo tipico è un’attività disco elevata accompagnata da applicazioni che rispondono con ritardo. Se il problema compare soltanto durante picchi occasionali, una configurazione più ampia può aiutare. Se invece lo scambio continua per ore, io considererei prima l’aggiunta di RAM, la chiusura dei programmi inutilizzati o la riduzione del carico.

Come aumentare la memoria virtuale in Windows 10 e 11

Windows gestisce automaticamente il file di paging nella maggior parte dei casi. Questa è una buona impostazione di partenza, perché il sistema può adattare la dimensione alle esigenze e mantenere il file nella posizione più adatta. Microsoft segnala anche che una crescita troppo lenta del file può contribuire a errori di allocazione durante picchi improvvisi di memoria.

Procedura manuale

  1. Premi Win + R, digita sysdm.cpl e premi Invio.
  2. Apri la scheda Avanzate.
  3. Nella sezione Prestazioni seleziona Impostazioni.
  4. Apri di nuovo Avanzate e raggiungi Memoria virtuale.
  5. Fai clic su Cambia e disattiva la gestione automatica del file di paging.
  6. Seleziona il disco più veloce con spazio libero sufficiente.
  7. Scegli Dimensioni personalizzate, inserisci i valori iniziale e massimo, quindi conferma.
  8. Riavvia il computer quando Windows lo richiede.

Per un computer con 8 GB di RAM, una configurazione iniziale di 4096 MB e massima di 12288 MB può essere un punto di partenza ragionevole. Con 16 GB si può provare 4096 MB come dimensione iniziale e 16384 MB come limite massimo, mentre con 32 GB spesso lascerei la gestione automatica, salvo esigenze specifiche come software professionali o dump di memoria.

Non considero la vecchia regola della memoria virtuale pari a una volta e mezza la RAM una legge universale. Il valore corretto dipende dalla quantità di memoria impegnata, dal software utilizzato e dallo spazio disponibile. Microsoft indica infatti che non esiste una dimensione unica valida per ogni carico di lavoro. Le indicazioni Microsoft sui problemi di crescita del file di paging aiutano a capire perché una dimensione iniziale adeguata può ridurre alcuni errori nei picchi di utilizzo.

Quale disco scegliere

Se il computer ha più unità, preferisco collocare il file di paging sull’SSD più veloce, purché abbia spazio libero. Eviterei invece chiavette USB, dischi esterni lenti e unità quasi piene. Spostare il paging su un supporto più lento può peggiorare la situazione, soprattutto quando il sistema sta già facendo molto swapping.

Di solito imposto una dimensione iniziale e massima uguali quando voglio evitare che il file cresca durante un lavoro intenso. Non è però necessario farlo su ogni PC: la modalità automatica resta spesso la scelta più equilibrata per l’uso quotidiano.

Come aumentare lo spazio swap su Linux

Su Linux il primo passo è capire che cosa esiste già. Il comando seguente mostra RAM e swap utilizzate:

free -h

Per verificare i dispositivi o i file attivi si può usare:

swapon --show

Le distribuzioni Ubuntu recenti usano spesso un file swap invece di una partizione dedicata. Questa soluzione è più semplice da ridimensionare e non richiede di modificare la tabella delle partizioni. Anche la documentazione Ubuntu descrive il file swap come una soluzione più flessibile rispetto a una partizione fissa.

Ridimensionare il file swap esistente

Se il sistema usa già /swapfile, la procedura seguente porta la dimensione a 8 GB. Prima conviene controllare il percorso restituito da swapon --show, perché non tutte le distribuzioni usano lo stesso nome.

sudo swapoff /swapfile
sudo fallocate -l 8G /swapfile
sudo chmod 600 /swapfile
sudo mkswap /swapfile
sudo swapon /swapfile
swapon --show
free -h

La voce relativa al file deve essere presente in /etc/fstab per riattivarlo automaticamente al riavvio. Se manca, si può aggiungere questa riga:

/swapfile none swap sw 0 0

Prima di modificare il file, verifico sempre che non esista già una riga identica. Duplicare la configurazione non è utile e può generare avvisi durante l’avvio. Il comando mkswap prepara il file come area swap, mentre swapon lo rende disponibile al kernel. La documentazione Ubuntu di mkswap conferma questo ruolo.

Leggi anche: Come rendere il menu Start di Windows 11 simile a Windows 10

Quando la procedura richiede attenzione

Su filesystem come Btrfs non applico automaticamente la procedura basata su fallocate. Alcune distribuzioni richiedono opzioni specifiche per creare un file swap valido, quindi in questo caso è meglio seguire la documentazione della distribuzione e del filesystem utilizzato.

Se il computer usa l’ibernazione, la dimensione della swap può dover essere sufficiente a contenere la memoria da salvare, oltre a un margine aggiuntivo. Per un server o una macchina virtuale, invece, è spesso più importante monitorare il carico e impostare limiti chiari che creare una swap enorme.

Quanta memoria virtuale conviene impostare

Non esiste un numero perfetto, ma alcuni intervalli aiutano a evitare configurazioni sproporzionate. La tabella seguente è un riferimento pratico per un computer desktop o portatile, non una regola per server e workstation specializzate.

RAM installata Configurazione iniziale prudente Quando valutare un valore maggiore
4 GB 4-8 GB di paging o swap Browser con molte schede, editing leggero, macchine virtuali
8 GB 4-12 GB Software creativi, giochi, compilazione o multitasking intenso
16 GB 4-16 GB Progetti pesanti, container, macchine virtuali o file molto grandi
32 GB o più Gestione automatica come prima scelta Dump di memoria, applicazioni professionali o carichi eccezionali

La dimensione massima deve lasciare spazio al sistema operativo, agli aggiornamenti e ai file temporanei. Io eviterei di occupare tutto il disco con una swap o un pagefile gigantesco: più memoria virtuale non significa più prestazioni. Serve soprattutto a evitare che un picco di memoria chiuda un programma o renda instabile la sessione.

Come capire se il problema è davvero la RAM

Su Windows apri Gestione attività con Ctrl + Shift + Esc e osserva Memoria, Disco e la memoria impegnata. Se la RAM è stabilmente oltre il 90% e il disco lavora senza sosta, il paging è probabilmente parte del problema. Se invece la memoria resta bassa, cercare una dimensione maggiore del file di paging non porterà benefici.

Su Linux puoi controllare il comportamento in tempo reale con:

vmstat 1

Le colonne si e so indicano rispettivamente dati letti dalla swap e scritti nella swap. Valori elevati e continui suggeriscono pressione sulla memoria. In quel caso conviene individuare il processo responsabile con strumenti come top o htop, invece di aumentare la swap senza limite.

Un altro controllo semplice riguarda lo spazio libero:

df -h

Un disco quasi pieno può causare problemi indipendenti dalla memoria. Prima di aumentare il file di paging o la swap, lascerei almeno 10-20% di spazio libero sull’unità di sistema, soprattutto su SSD utilizzati anche per aggiornamenti, cache e file temporanei.

Errori comuni che rendono inutile l’intervento

  • Disattivare completamente la memoria virtuale per “velocizzare” il PC. Alcuni programmi possono richiedere comunque un’area di commit e smettere di funzionare.
  • Impostare valori enormi senza controllare lo spazio disponibile. Un file da 64 GB non risolve la mancanza di RAM se il sistema continua a usarlo in modo intensivo.
  • Scegliere un disco esterno o una chiavetta USB. La latenza può rendere il computer ancora meno reattivo.
  • Confondere memoria virtuale e memoria video. Aumentare il pagefile non aggiunge VRAM alla scheda grafica.
  • Modificare continuamente vm.swappiness su Linux senza misurare il risultato. I valori predefiniti sono spesso adeguati e una modifica casuale può peggiorare il comportamento.

La regola che seguo è semplice: uso la memoria virtuale come rete di sicurezza, non come potenziamento principale. Se il computer deve gestire regolarmente macchine virtuali, grandi progetti di sviluppo, video ad alta risoluzione o modelli di intelligenza artificiale, l’upgrade della RAM offre un miglioramento molto più concreto.

La scelta più sensata per il tuo computer

Su Windows partirei dalla gestione automatica, controllando poi memoria impegnata, attività del disco e spazio libero. Su Linux verificherei prima la swap attiva e, se necessario, aumenterei un file swap con permessi corretti e una configurazione persistente in /etc/fstab.

Se il problema è occasionale, una dimensione maggiore può evitare errori e chiusure improvvise. Se il sistema usa continuamente paging o swap, la risposta più efficace resta ridurre il carico, sostituire un disco lento o installare più RAM. La memoria virtuale allunga il margine operativo, ma non cambia la natura del limite hardware.

Domande frequenti

Una configurazione più ampia può aiutare durante picchi occasionali, per esempio con molte schede, software pesanti o macchine virtuali. Se il paging o lo swap restano attivi per ore, è più efficace aggiungere RAM, ridurre il carico o chiudere i programmi inutilizzati.

Con 8 GB di RAM si può partire da 4096 MB iniziali e 12288 MB massimi. Con 16 GB sono indicati 4096 MB iniziali e 16384 MB massimi, mentre con 32 GB la gestione automatica è spesso la scelta migliore, salvo carichi eccezionali o necessità di dump di memoria.

Prima verifica la situazione con free -h e swapon --show. Se è attivo un file come /swapfile, puoi disattivarlo, ridimensionarlo, applicare chmod 600, eseguire mkswap e riattivarlo con swapon; controlla anche che la voce corretta sia presente in /etc/fstab. Su Btrfs servono procedure specifiche, mentre con l'ibernazione la swap deve poter contenere la memoria da salvare.

Su Windows controlla in Gestione attività se la RAM supera stabilmente il 90% mentre il disco lavora senza sosta. Su Linux usa vmstat 1: valori elevati e continui nelle colonne si e so indicano pressione sulla memoria. Controlla anche lo spazio libero, lasciando idealmente il 10-20% sull'unità di sistema.

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Xavier Grassi

Xavier Grassi

Mi chiamo Xavier Grassi e dedico la mia attività professionale al mondo dell'informatica, con un focus particolare sull'intelligenza artificiale e le soluzioni cloud. Ho accumulato quindici anni di esperienza in questo settore, un percorso che mi ha permesso di approfondire le dinamiche di queste tecnologie in continua evoluzione. La mia passione è quella di rendere accessibili concetti complessi, analizzando le tendenze emergenti e verificando le informazioni per offrire contenuti chiari e affidabili. In bartolomeoalberico.it, mi impegno a fornire spunti utili e aggiornati, aiutando i lettori a navigare nel panorama tecnologico attuale con maggiore consapevolezza.

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