Clonezilla, guida pratica per clonare e ripristinare un disco

5 luglio 2026

Loghi di Clonezilla, uno strumento per il backup e il ripristino di dischi.

Indice

Un disco che sta cedendo, un passaggio da HDD a SSD o la necessità di ripristinare rapidamente un computer richiedono una copia completa, non il semplice trasferimento delle cartelle. In questa guida a Clonezilla mostro come preparare una chiavetta avviabile, creare un’immagine del disco, clonare direttamente un’unità e ripristinare il sistema senza confondere disco sorgente e destinazione.

Le informazioni essenziali per usare Clonezilla senza errori

  • Clonezilla Live si avvia da USB e lavora al di fuori del sistema operativo.
  • Per un’immagine di backup serve un disco esterno separato dal computer da salvare.
  • La clonazione disco-disco cancella i dati presenti sul disco di destinazione.
  • Per migrare verso un disco più grande occorre controllare GPT, UEFI e dimensionamento delle partizioni.
  • Una copia è affidabile solo dopo aver eseguito la verifica dell’immagine e, se possibile, un test di ripristino.

Clonezilla guida: Partclone ha clonato con successo il dispositivo /dev/sda1 su /dev/sdb1. Processo completato al 100%.

Capire quale operazione serve davvero

Clonezilla è uno strumento open source per creare immagini di dischi e duplicare intere unità. Un’immagine è un archivio che contiene partizioni, struttura del disco e dati necessari al ripristino; una clonazione, invece, trasferisce direttamente il contenuto da un disco a un altro.

Io distinguo sempre i due casi prima di avviare il programma. L’immagine è la scelta giusta per un backup riutilizzabile, mentre la clonazione diretta è più pratica quando si sostituisce subito un vecchio disco con uno nuovo.

Esigenza Modalità consigliata Risultato
Salvare il computer per un’emergenza Disco o partizione su immagine File di backup conservato su un’unità esterna o di rete
Sostituire un HDD con un SSD Disco su disco Copia diretta sull’unità nuova
Ripristinare un sistema danneggiato Immagine su disco Ritorno allo stato salvato in precedenza
Preparare più computer simili Immagine ripristinata su più dischi Distribuzione dello stesso ambiente

La differenza pratica è importante. Una clonazione non è un backup storico, perché il disco di destinazione riflette lo stato corrente della sorgente e può essere sovrascritto a ogni nuova operazione.

Preparare USB, dischi e avvio del computer

Prima di toccare Clonezilla, controllo tre elementi: la capacità dei dischi, il tipo di avvio e la destinazione dei dati. Una chiavetta da 8 GB è normalmente sufficiente per contenere Clonezilla Live e lasciare spazio operativo, mentre il disco esterno deve avere spazio almeno pari ai dati che si vogliono salvare.

Creare la chiavetta avviabile

  1. Scarica l’immagine ISO di Clonezilla Live dal sito ufficiale.
  2. Usa un programma per scrivere l’ISO sulla chiavetta USB.
  3. Riavvia il computer e apri il menu di boot, spesso con F12, F11, Esc o Canc.
  4. Seleziona la chiavetta nella voce UEFI, quando disponibile.

La scrittura dell’immagine elimina il contenuto della chiavetta, quindi scelgo un supporto vuoto e verifico due volte la lettera dell’unità. Se Windows continua ad avviarsi, di solito non è un problema di Clonezilla ma dell’ordine di boot impostato nel firmware.

Collegare correttamente le unità

Per creare un’immagine collego il disco esterno e lo tengo distinto dall’unità sorgente. Per una clonazione servono invece disco originale e disco nuovo, collegati contemporaneamente, con il secondo che deve avere una capacità uguale o superiore nella procedura standard.

Su computer moderni i nomi possono apparire come nvme0n1 e nvme1n1; sui sistemi SATA sono più comuni sigle come sda e sdb. Non mi affido mai soltanto al nome: confronto capacità, modello e numero di partizioni prima di confermare.

UEFI, GPT e cifratura

Un sistema avviato in UEFI usa spesso una tabella partizioni GPT, mentre macchine più datate possono usare BIOS e MBR. La copia deve includere anche le partizioni di avvio, non soltanto quella visibile con la lettera C:, altrimenti il sistema potrebbe non partire.

Se il disco è protetto con BitLocker o un altro sistema di cifratura, la procedura può funzionare, ma il comportamento dipende dallo stato del volume e dalle chiavi di recupero. Prima di iniziare salvo la chiave di ripristino e, quando possibile, sospendo temporaneamente la protezione durante la migrazione.

Creare un’immagine completa del disco

Avviato Clonezilla, scelgo la lingua e la disposizione della tastiera, quindi entro nella modalità device-image. Questa voce indica che si lavorerà con un’immagine, non con una copia diretta tra due dischi.

  1. Seleziona local_dev per usare un disco USB collegato localmente.
  2. Collega il disco esterno quando Clonezilla lo richiede e premi Invio.
  3. Scegli la partizione dove salvare l’immagine.
  4. Indica la cartella di destinazione, preferibilmente con un nome riconoscibile.
  5. Seleziona savedisk per salvare l’intero disco.
  6. Assegna un nome all’immagine, ad esempio pc-ufficio-ssd-01.
  7. Seleziona il disco sorgente controllando modello e capacità.
  8. Conferma i controlli e avvia l’operazione.
La scelta tra savedisk e saveparts fa una differenza sostanziale. Il primo salva il disco completo, compresa la struttura delle partizioni e le aree di avvio; il secondo è utile solo quando si vuole lavorare su partizioni specifiche e si conosce esattamente la configurazione.

Durante la procedura Clonezilla può proporre diversi livelli di compressione. Una compressione più forte riduce lo spazio occupato ma può aumentare il tempo di elaborazione; per un normale PC con SSD preferisco un’impostazione equilibrata, perché la velocità del disco esterno spesso conta più dell’ultimo gigabyte risparmiato.

Per avere un riferimento realistico, la copia di un sistema con alcune centinaia di gigabyte di dati può richiedere da 20 minuti a oltre un’ora. USB lenta, molti file piccoli, disco meccanico e compressione elevata allungano il processo più della capacità nominale del disco.

Clonare un disco su un altro disco

Per sostituire un’unità scelgo la modalità device-device, cioè disco o partizione su disco o partizione. Nel menu successivo la voce normalmente utilizzata è disk_to_local_disk, che avvia la copia da un disco interno a un altro disco locale.

  1. Seleziona il disco sorgente, quello che contiene il sistema funzionante.
  2. Seleziona il disco di destinazione, quello nuovo o da cancellare.
  3. Controlla ancora una volta modello e dimensione delle due unità.
  4. Accetta le opzioni predefinite nella modalità principiante.
  5. Conferma gli avvisi di sovrascrittura solo quando sei certo della scelta.
  6. Attendi la fine della copia senza scollegare alimentazione o cavi.

Qui l’errore più costoso è selezionare il disco invertendo sorgente e destinazione. Io fotografo o annoto prima la capacità delle unità e, quando possibile, scollego ogni disco non necessario: meno dispositivi compaiono nell’elenco, minore è il rischio di cancellare quello sbagliato.

Al termine spengo il computer, rimuovo il vecchio disco oppure scollego temporaneamente l’unità originale e provo ad avviare dal nuovo supporto. Lasciare entrambi i dischi collegati può generare conflitti, soprattutto quando contengono identificativi e partizioni di avvio duplicati.

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Passare da un disco piccolo a uno più grande

Con un disco di destinazione più grande, la clonazione può lasciare spazio non allocato alla fine dell’unità. In questo caso il sistema parte comunque, ma la capacità aggiuntiva non è automaticamente sempre disponibile nella partizione di sistema.

Le opzioni avanzate di Clonezilla possono creare la tabella delle partizioni in modo proporzionale e ridimensionare il file system, ma le uso soltanto dopo aver verificato il tipo di partizioni. Per un passaggio semplice, spesso è più prudente completare la copia e poi estendere la partizione con uno strumento di gestione dischi.

La migrazione verso un disco più piccolo è un caso diverso. Non basta che la quantità di dati sia inferiore alla capacità del nuovo SSD: anche la struttura delle partizioni deve poter entrare nello spazio disponibile. Per questo non la considero una procedura adatta ai principianti senza un backup separato e una preparazione preventiva.

Ripristinare l’immagine quando serve

Il ripristino segue il percorso inverso. Avvio Clonezilla dalla chiavetta, entro in device-image, monto il disco che contiene il backup e scelgo restoredisk per riportare l’immagine su un intero disco.

  1. Collega il disco con l’immagine.
  2. Seleziona la partizione che la contiene.
  3. Indica la cartella dell’immagine corretta.
  4. Scegli restoredisk.
  5. Seleziona il file immagine da ripristinare.
  6. Indica con attenzione il disco di destinazione.
  7. Conferma la sovrascrittura e attendi la conclusione.

Il disco di destinazione verrà normalmente sovrascritto, quindi questa operazione cancella il suo contenuto. Prima di confermare, controllo che l’immagine appartenga proprio a quel computer e che la destinazione non sia il disco esterno dove conservo il backup.

Se l’immagine contiene un’installazione Windows avviata in UEFI, il nuovo computer deve avere una configurazione compatibile. Un cambio radicale di scheda madre può richiedere driver aggiuntivi, una nuova attivazione o una riparazione dell’avvio: Clonezilla copia i dati, ma non risolve automaticamente ogni incompatibilità hardware.

Errori comuni e limiti da conoscere

Clonezilla è potente, ma non è un’interfaccia “annulla operazione”. Un clic sbagliato può rendere inutilizzabile il disco selezionato, perciò la sicurezza dipende soprattutto dai controlli fatti prima dell’avvio.

  • Nessun backup indipendente significa affrontare la clonazione con una sola copia dei dati.
  • Un disco esterno con spazio insufficiente interrompe la creazione dell’immagine.
  • Un cavo USB difettoso può causare errori di lettura o scrittura durante operazioni lunghe.
  • Spegnere il computer durante la copia può lasciare incompleto il disco di destinazione.
  • Un’immagine non verificata potrebbe risultare inutilizzabile proprio nel momento del bisogno.
  • La clonazione non sostituisce un backup con versioni multiple dei file.

Dopo aver salvato l’immagine, eseguo la funzione di controllo della possibilità di ripristino proposta dal programma. Per dati aziendali o sistemi critici faccio anche una prova su un disco secondario: è il solo modo serio per sapere se il backup è davvero operativo.

Un’altra distinzione spesso trascurata riguarda i file aperti. Clonezilla lavora al di fuori di Windows o Linux, quindi evita le incoerenze tipiche di una copia eseguita mentre il sistema modifica continuamente i dati. Non recupera però file già corrotti e non sostituisce una verifica dello stato del disco sorgente.

Per uso domestico, una buona strategia è conservare almeno due copie dell’immagine, su supporti diversi, e scollegare quello principale quando non serve. In azienda aggiungerei una copia su rete o cloud, con accesso protetto e una pianificazione che tenga conto della velocità di trasferimento e dei costi di conservazione.

La procedura sicura da conservare accanto alla chiavetta

La sequenza che trovo più affidabile è semplice: identificare i dischi, scollegare ciò che non serve, creare l’immagine su un supporto esterno, verificarla e solo dopo procedere con la sostituzione o il ripristino. Questo ordine riduce il rischio più comune, cioè trasformare un’operazione di manutenzione in una perdita di dati.

Clonezilla dà il meglio di sé quando serve una copia completa e indipendente dal sistema operativo. Se invece ti occorrono backup automatici giornalieri, versioni dei singoli file o una gestione grafica più immediata, può essere utile affiancarlo a un software di backup tradizionale.

La regola finale è quella che seguo sempre prima di premere Invio: un’immagine non testata è soltanto una speranza. Una copia verificata, etichettata con data e configurazione del computer, diventa invece uno strumento concreto per recuperare rapidamente il lavoro.

Domande frequenti

L’immagine è un archivio di backup salvato su un’unità esterna o di rete e può essere riutilizzato per un ripristino. La clonazione trasferisce invece direttamente il contenuto dal disco sorgente a quello di destinazione, che viene sovrascritto.

Occorre scaricare Clonezilla Live, scrivere l’immagine ISO su una chiavetta, riavviare il computer e selezionare il supporto dal menu di boot, spesso con F12, F11, Esc o Canc. Una chiavetta da 8 GB è normalmente sufficiente, ma la scrittura dell’ISO ne cancella il contenuto.

Prima di confermare bisogna confrontare modello, capacità e numero di partizioni, senza affidarsi soltanto a nomi come nvme0n1, nvme1n1, sda o sdb. È prudente scollegare i dischi non necessari e ricordare che la destinazione viene cancellata durante la clonazione o il ripristino.

La clonazione può lasciare spazio non allocato alla fine del disco, quindi la capacità aggiuntiva potrebbe non essere subito disponibile nella partizione di sistema. È necessario verificare GPT, UEFI e la struttura delle partizioni; in seguito si può estendere la partizione con uno strumento di gestione dischi.

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Anastasio Longo

Anastasio Longo

Il mio nome è Anastasio e nel campo dell'informatica, dell'intelligenza artificiale e delle soluzioni cloud ho maturato un'esperienza di 11 anni. Fin da quando ho iniziato a esplorare questi settori, sono rimasto affascinato dal potenziale trasformativo della tecnologia e dalla sua capacità di risolvere problemi complessi. Il mio obiettivo è rendere accessibili concetti che possono sembrare ostici, analizzando le tendenze emergenti e verificando le informazioni per offrire contenuti chiari, accurati e utili. Su bartolomeoalberico.it mi dedico a spiegare come l'AI e il cloud stiano plasmando il nostro futuro, cercando sempre di organizzare la conoscenza in modo che sia facilmente comprensibile per tutti.

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